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Comune di Fauglia Portale istituzionale dell'ente

La collezione e la donazione alla comunità di Fauglia

La donazione alla comunità di Fauglia

Il Museo intitolato a Giorgio Kienerk è stato realizzato per contenere e garantire alla pubblica fruizione la raccolta di opere d'arte eseguite dall'artista che la figlia Vittoria ha voluto donare alla  Comunità di Fauglia.


Un primo cospicuo lotto di opere (sculture e disegni) è stato destinato alla Comunità con atto di donazione. Un seguente e definitivo lotto di opere (dipinti) sarà assegnato con legato testamentario. Al fine di rendere più articolato e significante il percorso espositivo, la donatrice ha deciso tuttavia di anticipare la presenza nel Museo di alcune opere pittoriche di particolare importanza; pertanto già da ora figurano, con la formula del deposito temporaneo, dipinti che sarebbero  pervenuti a Fauglia con il secondo lotto.

Per vedere realizzato e compiuto il museo monografico dedicato al padre, a lungo pensato e fortemente voluto, Vittoria Kienerk ha deciso di fare la donazione ancora in vita. Di conseguenza, non solo ha personalmente riordinato l'archivio, completando la documentazione fotografica e la letteratura riservata al padre, ma ha anche fattivamente collaborato alla promozione e alla crescita del progetto, partecipando alle scelte dell'ambientazione e alla collocazione delle opere. Con la sua determinazione, ma più che altro con la sua carica di entusiasmo e di intelligente vivacità ha saputo coinvolgere tutti coloro che nel modo più vario hanno partecipato alla realizzazione del Museo.

 

 La collezione

Scampate al bombardamento che durante la seconda guerra mondiale rase al suolo la casa dei Kienerk di  Firenze, distruggendo dipinti ed una intera cassa di disegni e di appunti dell'artista, le opere che Vittoria ha donato alla comunità faugliese sono quelle che si trovavano nella villa di Poggio alla Farnia, al momento della morte dell'autore.

Ereditate e conservate con devozione, nel corso degli anni Vittoria Kienerk le ha prestate in occasione di importanti mostre pubbliche sempre al fine di divulgare l'arte del padre. Consapevole del valore artistico della raccolta, ha a lungo riflettuto sul futuro della collezione dopo la sua morte e volendo preservarla nella sua interezza, ha esaminato   quale fosse la sede museale più idonea per valorizzarla.


La donatrice, volendo evitare di aggiungere la sua raccolta al già abbondantissimo materiale artistico al quale è riservata la triste sorte di giacere ignorato nei magazzini dei musei delle più visitate città dell'Italia, ha puntato su una sede museale periferica che ne potesse garantire l'effettiva esposizione pubblica.